domenica 30 aprile 2017

Rivedere le norme per gli "alloggi popolari beffa": gli stranieri spesso hanno casa di proprietà!

Il PD alla ricerca spasmodica di introdurre in Città il Pensiero Dominante "colpevolista"...

...ma intanto  nel "Belpaese" gli stranieri possidenti beni immobili ottengono alloggi popolari. Urge la "Norma Cascina"!


Che Matteo Renzi attuasse una macelleria sociale una volta al potere era cosa risaputa perfino dal 2012.
La strada intrapresa sarebbe stata una sola: colpire i diritti sociali mimetizzandosi come "sinistra" attraverso l'erogazione di qualche diritto di altro tipo (es. i civili) e soprattutto attraverso la retorica sui "clandestini" definiti poi nel tempo "immigrati", poi trasformati in "migranti"dalla Boldrini ed infine modificati "perbenesticamente" (gioco di parole) "in richiedenti asilo".
(Una delle tecniche basilari del Marketing è "cambiare nome alle cose" per farle sembrare nuove.
Lo sa bene Alfano: una volta che il suo "Nuovo Centro Destra" si è ritrovato bollito ed alla velocità del suono lo ha chiamato "Alleanza Popolare": nei sondaggi qualcosa ha recuperato, moltissimo per i suoi standard, lo 0.1%).

Il Pensiero Dominante (che da qui in poi chiameremo "PD") è uno dei modi principali per soggiogare una civiltà e richiama sempre intuitivamente ai dettami del "colonizzatore" (o dittatore a seconda dei casi) per farlo sentire sempre presente, soverchiante.
Colonizzatore che poi completa l'opera sostituendo la lingua, le tradizioni, i valori (e la...moneta...), riscrivendo la storia ecc.
Il Pensiero Dominante (PD) agisce come con delle "impronte"Queste impronte sono quasi sempre subliminali.

Il potere inizia a far capire che se lo colpisci ti scontri con un muro di gomma, non reagisce in modo rigido ma elastico (e silenzioso). Successivamente di imperio attua le sue scelte.

Lo sgomento cittadino poi diviene accettazione e l'accettazione diventa "timore di opporsi", timore di essere etichettati. Alla fine nessuno ne parla più.
(Nei tempi antichi il sistema di azione del "PD" era diverso; in modo primitivo, avveniva la distruzione delle statue degli Dei locali che venivano sostituite con figure di generali o di imperatori della nuova Dominazione).

Renzi ce lo ha insegnato. Alcuni Sindaci hanno imparato in fretta.

Una delle tecniche iniziali per inculcare un nuovo pensiero dominante è passare dal rango degli ideali ad un rango più basso fingendo che i due aspetti siano la stessa cosa.

Chi di noi non vorrebbe "dare una mano" a un profugo? Tutti credo.
Ecco però che il valore della accoglienza, della sussidiarietà per noi italiani (e camaioresi) così importante, viene modificato in azioni legislative che, a ben vedere, impediscono che vengano sbrigate le pratiche per cambiare le prospettive di vita ai veri perseguitati politici.

Mi chiedo ad esempio cosa c'entri la forzatura del Consigliere Straniero con la giustizia sociale ad esempio? Niente.
E con la Democrazia cosa c'entra dato che lo vuole solo il Sindaco e il suo "reame"?
Niente.
E' solo un braccio di ferro.
E' solo "PD".

Mi domando invece perché in 5 anni di PD (in questo caso il Partito) non abbiano pensato a rendere effettivo quel dispositivo, individuato recentemente ed applicato dal Sindaco di Cascina, secondo cui lo straniero possa accedere alla richiesta per gli alloggi popolari a patto che nel paese di origine non possieda beni immobili (case, ville ecc).

Ragazzi guardate che apparirà strano ma gli italiani, nelle graduatorie di Cascina, hanno scalato molte posizioni!
Significa che era presente una grave stortura, una ingiustizia.

La mia prima proposta a costo 0 nei primi 100 giorni di mandato, se sarò eletto Consigliere nella Lista "Insieme per Crescere" (d'appoggio a Giampaolo Bertola) sarà proprio questa.
"Il Modello Cascina per gli alloggi popolari". Forse perché io una casa l'ho sempre avuta e riconosco essere una grande fortuna.

Solo rispettando i camaioresi si potrà anche trovare il modo di aiutare i veri perseguitati e perfino valorizzarli organizzando incontri culturali, storici, mostre ecc.
Solo operando per il bene dei camaioresi (con una grande opera come il Pontile per ogni frazione come promesso da Bertola stesso) e non soggiogandoli, scavalcandoli, Camaiore potrà essere una OASI in mezzo alla DESERTIFICAZIONE DELLA CRISI ECONOMICA.

Saluti,
Marco Giannini.





martedì 25 aprile 2017

Case in legno, bioedilizia e risparmio energetico, la mia proposta per divorziati rimasti senza un tetto.

Certi design potrebbero addirittura divenire progetti pilota per una nuova edilizia quando non addirittura attrazioni turistico/paesaggistiche.


Ne parlerò alla prossima riunione di lista cercando di capire fattibilità e criticità. Casette di questo genere andrebbero localizzate in zone dove la questione paesaggistica ne trarrebbe pregio e non danno (con riflessi positivi dal punto di vista della riqualificazione/rivalorizzazione. Ad esempio mi viene in mente l'occasione persa nell'area dei Carabinieri dove questi piccoli edifici potevano essere circondati da alberelli ed integrarsi alla perfezione con il verde circostante)..

Alcune aree, visto che la bioedilizia in Italia arranca, potrebbero divenire anche curiosità per i turisti ed il Comune di Camaiore diverrebbe anche attore di un progetto pilota..


Il costo è ovviamente basso e inoltre viene via via ammortizzato dai pannelli solari  e da tutte le predisposizioni ecc di cui sono dotate.


L'operazione potrebbe interessare una decina di case e dovremmo creare una apposita lista.
L'avente diritto come condizione necessaria dovrebbe avere cittadinanza italiananon dovrebbe aver commesso violenze sull'ex partner (è anche un bel disincentivo a chi ha la testa calda), dovrebbe essere senza un tetto, dovrebbe impegnarsi a mantenere la casetta in buono stato (pena aggiustarla fino al completo ripristino) e dovrebbe versare in condizioni di comprovata difficoltà economica.
L'affitto sarebbe una quota simbolica di un euro.



A un marito basta un tetto, anche una stanzetta a norma di legge e, quanto meno, è fuori dall'emergenza e dall'umiliazione.
E' innegabile che molte situazioni in Italia sono "limite", non si sa dove stia il giusto e dove lo sbagliato ed alcuni vivono perfino in auto.
Camaiore non avrà persone che vivono in auto ma persone che sono in difficoltà sì. 
Il territorio, una amministrazione, può cercare di fare qualcosa nonostante che a livello nazionale abbiano ridotto le disponibilità economiche.
Serve creatività di concerto, alla territorialità un connubio tra modernità e tradizione.




lunedì 24 aprile 2017

Marco Giannini: il mio programma sulla sicurezza a 360°

Intervista di Federico Bilotti (Giornalista e Sociologo ANS) a Marco Giannini.


Dopo la presentazione delle “iniziative e costo zero”, delle proposte del “Parco Archeologico Storico e Naturale lungo il Lombricese” e del “Pescaturismo” Marco Giannini (sostenitore del candidato Sindaco Giampaolo Bertola e candidato in una delle due liste civiche in appoggio) mostra le sue idee sulla sicurezza per Camaiore, una sicurezza che debba essere a 360° e non limitata al tema della criminalità.

“Giannini ci illustri in poche parole il rapporto tra immigrazione clandestina, richiedenti asilo e sicurezza”.
“Guardi siamo arrivati ad un punto in cui tutti coloro che giungono sulle nostre coste si dichiarano richiedenti asilo ed in questo modo le prospettive non possono che essere negative, sia in termini di giustizia ed equilibrio sociale che per quanto riguarda la criminalità. Abbiamo il dovere di consegnare alle future generazioni una società che abbia diritti e salari adeguati e non frutto di una competizione al ribasso. Ci sono inoltre implicazioni inerenti il commercio abusivo ed il relativo racket che si cela dietro questa attività”.

"Andiamo per ordine Marco, come intervenire sul commercio abusivo?"
"Da anni ho elaborato un piano multilivello per contrastare adeguatamente il fenomeno. Esistono realtà praticamente desertificate (es. Pontedera) che sono un intreccio di Coop e clandestini, a qualcuno potrà anche piacere ma io non sono di questo avviso: il microtessuto economico camaiorese è basato sulle piccole imprese ed è importante tutelarlo dalla concorrenza sleale di attività illecite.

Un primo piano di intervento che definirei “geografico” è rappresentato dalla stretta collaborazione tra realtà comunali distinte. Creando una sinergia ad esempio tra Camaiore, Pietrasanta e Forte dei Marmi potremmo individuare i “punti caldi” dove approdano i clandestini con i borsoni (stazioni ferroviarie e dei bus in primis) inviando nelle zone vigili urbani unitamente ad agenti di Polizia e Carabinieri (secondo livello “interforze”) al fine di sequestrare la merce illegale". 

"Basta questo?"

"Certamente no. I controlli andrebbero attuati anche dentro i mezzi di trasporto (treni e bus) avvalendosi anche della Polizia Ferroviaria.

Ai primi due livelli se ne aggiunge un terzo che chiamerei “penale” poiché il clandestino (o irregolare) trovato in possesso di questa merce andrebbe interrogato sulla localizzazione dei luoghi di deposito delle merci contraffatte e sull’identità dei mandanti; nel caso egli non collaborasse, il Comune (parte lesa subendo una perdita economica dall’attività illegale) lo querelerebbe anche per il reato di “associazione per delinquere” chiedendone immediata espulsione. Quello su cui bisogna incidere maggiormente però è, senza ombra di dubbio, il “mandante” e spesso è italiano.

Il quarto livello di intervento lo definisco “storico”: durante le indagini sul commerciante abusivo andrebbe redatta una relazione su eventuali precedenti penali.

Il quinto livello lo definirei “territoriale”: l’”Assessore alla Sicurezza” (figura che reputo stringente creare, al posto di altri assessorati inutili) ogni sei mesi dovrebbe redigere una relazione che indichi la situazione processuale dei malviventi (situazione processuale, luogo del sequestro, generalità ecc)".

"E’ stato chiarissimo ma poco fa ha sottolineato un potenziale legame tra migranti e criminalità. Cosa ha in mente?"

"Da due anni sostengo le stesse cose: la Regione Toscana aveva minimizzato il fenomeno dei richiedenti asilo ipotizzando che il rapporto di 1/600 abitanti (valore massimo sostenibile da parte delle strutture ricettive) fosse sufficiente a rispondere all’emergenza. La realtà si è rivelata ben diversa ed il Viminale ha innalzato lo sforzo richiesto a 2.5 su 1000 sebbene privati, istituti religiosi e strutture pubbliche siano rimasti gli stessi e non siano di colpo divenuti più “capienti”. Questo ha certamente implicazioni riguardanti i servizi di cui queste persone hanno bisogno, dal semplice utilizzo dei pubblici trasporti ad esigenze più delicate (sanitarie ma non solo) non sempre prevedibili; ho a cuore l’equilibrio sociale del sistema in cui sono nato e vivo oltre alle sue tradizioni.

A mio avviso Camaiore deve continuare a rispettare il livello iniziale (realmente sostenibile) di un migrante ogni 600 abitanti perché siamo una comunità responsabile e solidale verso chi fugge da guerre e carestie, tuttavia come cittadino camaiorese pretendo di ospitare solo rifugiati già accertati come tali (non come adesso); ricordo non c’è nessuna Ordinanza prefettizia che ci obblighi a “fare di più”, stiamo facendo già oltre la media. Ricordo che in caso di Ordinanza la responsabilità ricade sul Governo e non credo che il Governo attuale cerchi di perdere altro consenso…".

"E per la sicurezza in senso stretto?"

"Da quando più di un anno fa ho presentato sui principali quotidiani locali il mio programma l’attuale amministrazione ha scimmiottato il piano di lavoro che avevo in mente ricordandosi finalmente della videosorveglianza (poco funzionante fino ad allora) ed integrando, come richiesto, la Polizia Municipale di qualche unità. Credo debba esser data ai cittadini una più sicura possibilità di interagire con le forze dell’ordine rispetto ai gruppi Whatsapp, questo per segnalare situazioni sospette senza tuttavia creare allarmismi (in alcune circostanze si sono sfiorate reazioni pericolose). Tornando ai sistemi di videosorveglianza devono essere incrementati ed utilizzati seriamente. Ricordo che un sistema di videocamere mobili può essere utilizzato anche per prevenire gli incendi disponendole nelle strade d’accesso ai boschi o perfino dentro essi".

"Perfetto sicurezza è anche altro: quindi?"

"Nel febbraio 2016 chiesi pubblicamente che nella frazione di Seimiglia fosse presente un defibrillatore (ed una sinergia con i medici della zona), la proposta ho saputo essere stata realizzata. Ancora dal punto di vista “medico” considero importante un monitoraggio costante della condizione dei tumori nel nostro Comune. Un Assessore alla Sicurezza dovrebbe redigere relazioni annuali su questo punto da pubblicare sulla cronaca locale ed inoltre dovrebbe rivisitare il regolamento delle emissioni elettromagnetiche in radiofrequenza, vagliando l'opportunità di una revisione dell'ubicazione degli impianti (mediante anche la consultazione della cartografia di riferimento)".

"Un settore di cui si sente poco parlare quello della radio frequenza; il suo programma sulla sicurezza termina qua?"

"Non scherziamo! Nelle frazioni ho potuto constatare situazioni di disagio quando non di vero e proprio pericolo per quanto concerne il rischio idrogeologico. Sono in possesso di un progetto di prevenzione attiva che va dall’intervento diretto con bonifica delle situazioni delicate (ad esempio Pedona), al monitoraggio costante.

Per sensibilizzare nelle generazioni camaioresi più giovani l’interesse alla questione sto promuovendo da anni la creazione di due borse di studio, di concerto con le Università toscane, di cui una inerente proprio l’individuazione di rischi idrogeologici nel nostro territorio Comunale".

"Concludendo vorrei tornare sulle questioni migratorie: secondo lei gli immigrati presenti sul territorio sono tutti soggetti potenzialmente pericolosi?"

"Assolutamente no. Ci sono molte persone che lavorano onestamente, pagano le tasse regolarmente e quando sono giunti in Italia per prima cosa hanno cercato di integrarsi rispettando le nostre leggi. Questo può sembrare scontato ma è necessario ricordarlo".

"Le faccio un’ultima domanda poi la lascio: come pensa di valorizzare gli stranieri che, come detto, si sono perfettamente integrati nel sistema produttivo e sociale italiano?"

"Bisogna domandarsi quale sia l’Italia che vogliamo costruire. Vogliamo un’Italia che cerchi di sviluppare il lavoro o che voglia diseducare al lavoro? Vogliamo un’Italia con diritti e salari giusti o privata dei servizi essenziali? Auspichiamo un’Italia di degrado e dei plebisciti populisti o pensiamo ad un paese che nasca dal territorio e si estenda fino ai livelli di Governo con al centro sempre l’approfondimento e lo spirito critico? Ecco io credo che se si forniscono le risposte corrette si è in grado di valorizzare tutte le componenti produttive del paese".

"Grazie Marco".

"A lei".



Ricordiamo che Marco Giannini 41 anni, è camaiorese dalla nascita, è specializzato con lode sia nel Management della Natura e delle sue Risorse che in Bioantropologia.

Nel 2008 la vedova Caponnetto lo onorò di una dedica. Nel 2010 raccolse oltre 300 firme autenticate per spingere le forze politiche ad interessarsi del fenomeno dei migranti nel parcheggio ospedaliero, operazione che ha avuto successo.

Ha presentato recentemente un libro di Economia alla Camera dei Deputati, collabora saltuariamente con ANS Toscana (Sociologi e Giornalisti) realizzando e pubblicando articoli di prestigio citati anche in importanti manifestazioni.

Poeta: una sua opera di forte critica alla guerra in Serbia fu messa in mostra dal critico d’arte Gierut nel 1999.


domenica 23 aprile 2017

Trump, i perché del cambio di rotta...

Nessuno lo può sapere ma...

Alcune semplici considerazioni, Trump non sta realizzando il suo programma che prevedeva

distensione con Siria, Russia, Iran, Cina e Corea.
Non possiamo rilasciare dichiarazioni di certezza sui perché reali di questo cambiamento avvenuto quando sono uscite intercettazioni che non sono "prove" (ma possono esser fatte passare come tali incastrandolo) di una collaborazione occulta tra un suo stretto collaboratore e i russi.


Ha perfino sostituito i principali collaboratori in politica internazionale con uomini dell'establishment.
Era tutto pianificato? Non era pianificato? 
Non si sa e non credo ma la realtà è che sta attuando il programma militare della Clinton.
Chi dichiara di saperlo fa abbastanza tenerezza, queste questioni non sono ad uso e consumo  dei giornalisti come Friedman (per intendersi...). 

Vostro Marco.

sabato 22 aprile 2017

Cosa è un RDC locale, cosa non è, perché non lo propongo per Camaiore (e perché quello di Livorno non è tale).

Alcune semplici principi.



Da anni in Italia si dibatte sul Reddito di Cittadinanza. Io stesso nel mio saggio "Il neoliberismo che sterminò la mia generazione" (2016 Andromeda Edizioni) ne ho parlato in abbondanza come pure nell'articolo "L'Assoluto nascosto nel Bello" apparso sulla rivista "Sociologia e Società in Rete" (2015).

Essendo membro BIN (l'associazione per il Reddito Minimo Garantito) dal 2011 mi sono battuto e mi batto per informare sul tema quindi andiamo per ordine.

1) Il Reddito di Cittadinanza di cui alcune forze politiche parlano in TV non è tale ma è un Reddito Minimo Garantito. Infatti il Reddito di Cittadinanza è una misura uguale per tutti, che viene erogata a tutti, indistintamente da reddito personale o familiare, condizione sociale ed a prescindere se si è disoccupati o meno.

2) Il Reddito Minimo Garantito è invece una forma di sostegno al disoccupato che non ha nessun vincolo temporale (al massimo vincolato all'accettazione del lavoro) ma per averne diritto il cittadino deve soddisfare alcuni criteri (variano caso per caso) inerenti obbligatoriamente la propria condizione socio-economica.
Una volta stabiliti i criteri chi li rispecchia lo riceve

Se invece, ad esempio per ragioni di bilancio, alcuni cittadini ne restano esclusi nonostante che rientrino nei parametri stabiliti allora non si può chiamare né Reddito Minimo Garantito, né (tantomeno) Reddito di Cittadinanza. 
In questo caso si avrebbe a che fare con un semplice intervento assistenziale: una parte delle entrate viene redistribuita ad alcuni.

3) Il caso di Livorno rientra in questa fattispecie. Stabiliti i criteri ben 1000 persone ne avevano diritto ma l'intervento assistenziale (o assistenzialista) è stato erogato solo alle prime 100 persone che si sono presentate con tutta la documentazione (e questo non è un criterio socio-economico). Inoltre la misura di Livorno dura tre anni poi termina.

4) La differenza tra assistenziale e assistenzialismo (inoltre) sta nel fatto che la misura seria assistenziale tutela tutti i cittadini (non i primi 10, 100 o 1000 che portano documenti) dal versare in condizioni di difficoltà e (cosa non da poco) interviene prima che la condizione si abbassi sotto la soglia di povertà relativa e non ha scadenze temporali. Il cittadino sa che mai sarà lasciato solo e consumerà tranquillamente stimolando l'economia.

Limiti dei Redditi Locali:
E' abbastanza risaputo tra gli addetti ai lavori di come solo lo Stato Centrale abbia le risorse per attuare Redditi Minimi Garantiti o addirittura Di Cittadinanza (in nome della flex security).

Localmente a causa del patto di stabilità si incontrano purtroppo diversi problemi:

a) Criteri opportuni (almeno appena sufficienti) per incidere sull'esclusione sociale non sono sostenibili dalle casse delle comunità locali (a meno che i Comuni non alzino esponenzialmente le tasse).

b) Criteri più "stretti" si rivelano mere misure assistenzialistiche dato che interessano i classici "4 gatti" (tralasciando il fatto che di norma finiscono a soggetti stranieri) e non incidono sul tasso di esclusione sociale.

c) Criteri "sballati" ovvero non legati strettamente alle condizioni socio-economiche (vedasi Livorno dove solo "i primi 100" che portano la documentazione ottengono il sostegno) e quindi non definibili né "Reddito Di Cittadinanza", né "Reddito Minimo Garantito".

E' quindi buona regola, per quanto detto, nello stesso momento in cui si presenti nel programma un Reddito Minimo Garantito (o addirittura Di Cittadinanza) farlo illustrando criteri e risorse, grazie a un lavoro preciso di studio del bilancio.

Marco Giannini.






mercoledì 19 aprile 2017

Dopo il Peschereccio e il Parco le mie iniziative a costo zero per Camaiore.


"Dopo il Progetto per il Parco Naturalistico Storico Archeologico lungo il Torrente Lombricese ed il Pescaturismo (prontamente recepite, tra gli altri, da Pellegrini) e dopo le soluzioni presentate poco tempo fa sugli organi di informazione online, mi appresto a presentare al candidato Sindaco che appoggio un ventaglio di iniziative a costo zero o a bassissimo costo che ho elaborato per la Città. 


Per quanto riguarda cultura e sviluppo turistico, Camaiore dovrà disporre un cartello turistico autostradale che reciti più o meno "Camaiore, la Francigena, i musei" dato che questa proposta ha un costo irrisorio e può contribuire ad accrescere la visibilità della nostra Città e dei suoi tesori.


La nostra comunità ha la possibilità di organizzare mostre che richiamino le nostre radici proponendole in luoghi particolari nelle diverse frazioni: mostre fotografiche in cui vengano esposte immagini della Camaiore che fu, mostre che descrivano le vite di personaggi quasi dimenticati del passato che abbiano reso onore alla nostra cittadina (si pensi tra gli altri ad Adolfo Massei di Capezzano fenomenale istruttore di volo durante la prima guerra mondiale, al grande drammaturgo Rosso di San Secondo, a Zita di Borbone), mostre di artisti locali e mostre che valorizzino, mediante proiezioni, il patrimonio di video di Tele Camaiore Nuovi Orizzonti (di cui Ansano Lombardi è stato fondatore impagabile).


Per quanto riguarda il benessere mi impegnerò a livello civico affinché il Comune allestisca corsi di vela, di surf e perché organizzi annualmente una giornata per la "Festa della bicicletta" dato che questa tipologia di attività sta prendendo sempre più piede. Importante anche implementare una più opportuna valorizzazione degli itinerari di trekking nelle nostre frazioni.
Auspico anche il potenziamento di percorsi che coinvolgano animali e bimbi di concerto con le scuole.


Vorrei inoltre rivisitare il regolamento delle emissioni elettromagnetiche in radiofrequenza, vagliando l'opportunità di una revisione dell'ubicazione degli impianti (mediante anche la consultazione della cartografia di riferimento) e considero importante il monitoraggio costante della situazione emergenziale dei tumori nel nostro Comune anche mediante relazioni annuali da pubblicare sulla cronaca locale.


Per quel che concerne il decoro e la tutela del nostro patrimonio naturale andrebbe concretizzata una costante supervisione degli abbandoni occasionali di rifiuti (anche mediante apposita pagina facebook).
Considero inoltre ragionevole sia incrementare i controlli per punire chi non tiene al guinzaglio i propri animali domestici (mettendo in pericolo sia loro che i cittadini) che per multare chi non raccoglie i loro escrementi (soprattutto in pieno centro storico).
Consiglio inoltre l'utilizzo di telecamere mobili (sulla falsa riga di quanto pianificato da importanti associazioni come Ekoclub) nei punti di accesso alle zone boschive (ma anche internamente) per aggiungere un ulteriore ed efficace mezzo di contrasto al fenomeno degli incendi..



Concludo con alcune iniziative che abbracciano diversi settori: sono dell'idea che gli incarichi esterni debbano essere azzerati e che, in caso di eccezione, per ragioni di trasparenza, il nominativo di chi collabora con l'amministrazione debba essere pubblicato sui principali quotidiani locali.
Il Comune di Camaiore dovrebbe inoltre dotarsi per tutto il proprio territorio di un sistema di Wireless gratuita conferendo un sensibile risparmio alle famiglie.
Sto infine studiando l'opportunità di favorire un sistema di Baratto Amministrativo per le contravvenzioni meno gravi per i cittadini italiani, residenti a Camaiore, che versino in condizioni di estrema difficoltà; in tal modo potranno pagare la multa svolgendo ore di lavoro socialmente utile".