lunedì 28 aprile 2014

Ne parlerò a TVL Pistoia mercoledi 30 aprile: fate attenzione allo... "Stereotipo Nascosto" in fb.

E' il tasto "share" (condividi).

La mia missione di blogger, avrete visto, mi impone di mirare ad aprire gli occhi alle persone squarciando il velo dell'apparenza, dei trucchi e delle trappole. Spesso nei miei pezzi avrete notato principalmente l'opera di sistematica demolizione dello "Stereotipo Nascosto". E' una mia definizione lo so ma ben calza alla società dell'immagine e, in particolare, definisco con questo "nome e cognome" il meccanismo di condivisione (tasto share) dei social network (facebook in particolare).
I nostri ragazzi si stanno sempre più omologando, si incamminano verso un futuro pilotato, in modo estremo, dalle mode del momento e dalla depersonalizzazione. Dalla superficialità.
Vi rientrano i concetti di "stigma", di "ingroup e outgroup", di stereotipo appunto, di pregiudizio, di emarginazione sociale e infine di razzismo.
Vi rientra la pnl e a 360° tutto il globo terracqueo nei suoi aspetti.
Fb è fondamentale (si vede in politica quanto serve per dire la verità ai cittadini su ladri, banche parassite e anti meritocrazia) ma va usato potenziando le menti dei nostri giovani a partire dalla comprensione dei meccanismi appena esposti.
Comprensione e introspezione.
Vanno stimolati i sentimenti.
Noi del M5S ci battiamo ormai ferocemente contro i pregiudizi (esempio il grillino ignorante e vocialone ma anche contro quello del "siamo poveri per colpa nostra" o del "tedesco lavora di più" ecc) eppure siamo (o meglio...eravamo) i più attivi in rete. Purtroppo però non è dalla politica che viene l'adeguato contrappeso in ciò che sto denunciando ma verrà solo se agiremo attraverso società, educazione e sociologia.
Ne parlerò a TVL, la tv libera. Alle ore 10.30 di mercoledi 30 aprile 2014.
Saluti.
Marco.

giovedì 10 aprile 2014

Decrescere non significa recessione.

 Cronaca dell'ennesimo atto di disinformazione.

Una politica finalizzata al benessere non è detto passi per il consumo indiscriminato. Spesso il bene comune è figlio di una razionalizzazione delle risorse che si avvale di una nuova tecnologia: la tecnologia delle idee. Credere che modernità sia continuare a pensare come cento anni fa, quando ormai ci sono milioni di pubblicazioni che dimostrano che evolvere significa ispirazione e "ragionamento laterale", è  primitività non certo avanguardia. La ricerca della conoscenza è modernità allo stato puro. Uno dei nuovi strumenti di cui disponiamo è la "decrescita felice". Questo strumento però è occultato e confuso in modo sistematico con la recessione.
I media del resto vivono di consumismo essendo al servizio dei vari potentati finanziari, dei massoni reazionari, dei politici e dei vari De Benedetti sparsi per il globo terracqueo. Poco importa se a rimetterci è anche il depauperamento delle risorse energetiche, di quelle minerarie, di quelle naturali, paesaggistiche e via dicendo. I miliardari avranno sempre un' isola privatizzata dove emanciparsi dai mali che hanno provocato.
Partiamo da ciò che non è la decrescita felice: la decrescita felice non è la "recessione".
Definizione di recessione:
<<Si dice recessione ( http://it.mimi.hu/economia/recessione.html ) una fase del ciclo economico caratterizzata dal rallentamento dell'attività produttiva e da un significativo incremento del tasso di disoccupazione>>.

Purtroppo già da questa impostazione si vuol far credere che le flessioni nello sviluppo, le crisi, siano "fasi" mentre in realtà c'è sempre una causa scatenante e spesso è legata ad un estremo impoverimento delle fasce deboli o delle risorse del loro paese, consumate a vantaggio di pochi o sfruttate da "forze esterne multinazionali". Molte volte, la recessione, è da ricercarsi in fattori non legati all' economia reale (cioè produzione / rapporto qualità prezzo / piccola e media impresa) come le bolle finanziarie o i tecnicismi calati dall'alto come l'imposizione di sistemi di cambio fisso. (Cit. Prof. Cesaratto https://www.youtube.com/watch?v=HsfiXK0P9IU ).
Quando tutte queste cause sono concomitanti, come sta avvenendo attualmente nel banana paese, la situazione si presenta drammatica, dimostra il fallimento del vecchio paradigma e si deve individuare prontamente un nuovo modello economico.

La confusione tra recessione e decrescita felice sta nel fatto che se le attività non producono/vendono (in pratica non fanno PIL) si crea disoccupazione e la disoccupazione crea altra recessione. La decrescita felice dice di non acquistare/produrre (e importare) cose inutili, cioè quelle che non creano un benessere tangibile all'individuo e alla collettività. Questo in teoria è qualcosa che provoca un calo del PIL.
Non è così e ci torneremo.
Intanto però va chiarito un punto:
Il PIL non è un indice affidabile. ( https://www.youtube.com/watch?v=waFH-xwIVjk )
Può servire certamente, ad esempio, per valutare alcuni andamenti da un anno all'altro o da 5 anni prima a 5 anni dopo ma non è qualcosa di pienamente sensato. Il Pil infatti ha un difetto che ne denuncia l'inaffidabilità: dipende dal circolo di soldi.
Se mio zio ha bisogno di un aiuto perchè infermo e gli pulisco casa per 8 ore gratis non creo PIL ma creo benessere. Se invece lo zio fa circolare danaro pagando 10 euro l'ora una colf il PIL cresce di 80 euro (10 x 8). Il benessere è lo stesso, lo sforzo profuso pure eppure nel primo caso il PIL non cresce nel secondo sì. (Voi mi direte "ma la colf è più ricca di 80 euro!"ma  io vi rispondo "Mio zio pensionato infermo si è alleggerito di 80 euro".. nel paniere dei poveri quindi si è spostato qualcosa da A a B ma le palanche dentro quel paniere son le stesse).

Uno degli esempi che il teorico di riferimento della decrescita, Maurizio Pallante, indica al cittadino italiano che ama informarsi è crudo ma rende bene l'idea. Gli incidenti stradali innescano un circolo di acquisti di auto, e aumentano il PIL ma diminuiscono enormemente il benessere. (Per ovvi motivi).

Consiglio a tutti la lettura di questa intervista al saggista sopra indicato:
http://veritanascoste.it/economia/litalia-in-recessione-pallante-una-opportunita-per-puntare-alla-decrescita-felice/

Come emerge chiaramente il succo del discorso non è il quanto ma il come. Non la quantità cieca ma la qualità. Si può innescare anche una identica spesa pubblica o privata ma finalizzarla a cose che davvero migliorano la qualità della vita. <<Non passano dalla compravendita>> ma <<soddisfano un bisogno reale>> (Cit. M.Pallante).
Sempre per evidenziare il legame tra decrescita felice e salute (dopo l'accenno alla produzione di automobili ed agli incidenti) c'è un bel passaggio inerente gli inceneritori e il riuso.
Alcune amministrazioni stanno iniziando a comprendere andando in questa direzione e questo dimostra quanto di vero ci sia in ciò che sto descrivendo.
Prospettive ovviamente percepite alla stregua di una invasione di cavallette dalle multinazionali.

Degno di nota questo passaggio che mi permetto di riportare per come pubblicato:

Intervistatore: "Di solito però le fasi recessive portano ad una perdita di posti di lavoro perché le aziende licenziano. Questo non la preoccupa?"

M.Pallante:
“Prima di tutto bisogna sfatare il mito che la crescita crea posti di lavoro. Nessun dato economico conferma questo fatto. La crescita, a partire dal 1970, non ha mai creato occupazione. Perché? Perché le aziende per crescere ed essere competitive devono investire in tecnologie sempre più performanti che consentono a sempre meno persone di fare sempre più cose. Non è vero perciò che la crescita della produzione di merci comporti una crescita dell’occupazione ma al contrario comporta una crescita delle tecnologie che tagliano i posti di lavoro”. (Una considerazione che io Marco Giannini mi "vanto" di aver fatto alle scuole medie, in 2°, alla mia insegnante di lettere professoressa Pagani, evidentemente,vista l'età, non ci voleva molto).
Interessante sottolineare che in questo passaggio si ritrovano i campanelli d'allarme spesso comunicati spassionatamente da Beppe Grillo nelle occasioni in cui sale sul palco. Presto il lavoro non ci sarà più e andrà reinventato. Dove? Dove crea un bene o servizio effettivo.
(....le multinazionali ancora più allarmate...).

Questo è un vero cambiamento di coscienze. E' amore e non sfruttamento.
Concludo invitando tutti a una riflessione.
In particolare invito chi diventa monotematico. L'economia di cui abbiamo bisogno è la macroeconomia e va aggiornata ai nuovi strumenti tecnologici che io individuo in questa parola: Idee!

Non si toglie niente alle battaglie per i redditi minimi, contro la corruzione, in favore di politiche keynesiane se si usa la materia grigia.
Non perdiamo forza se alla guerra per la sovranità monetaria e per una banca prestatore di ultima istanza integriamo combattendo per la sovranità energetica e alimentare e se si valorizzano la natura e le sue risorse.

Marco Giannini (Camaiore)

Rif:











domenica 6 aprile 2014

Difendiamo la rivoluzione in Venezuela (Comitato la Madrugada-Firenze).

Comunicato

Difendiamo la Rivoluzione in Venezuela



Negli ultimi due mesi l'opposizione venezuelana, guidata dai rampolli dell'oligarchia come Enrique Capriles Radonsky (proprietario dei principali media privati del paese) e Leopoldo Lopez (uomo forte della destra legato all'Opus Dei) ha nuovamente dato vita a una sanguinaria campagna di destabilizzazione del paese.


I media privati venezuelani ed internazionali hanno sostenuto che gli studenti dell'opposizione che manifestavano pacificamente contro il presidente Maduro e la Rivoluzione Bolivariana, sono stati selvaggiamente repressi dalle forze dell'ordine e che a decine hanno perso la vita a dimostrazione dell'esistenza di una dittatura in Venezuela.
Ma questo ammasso di menzogne è solo l'ennesima campagna di disinformazione e criminalizzazione del processo rivoluzionario in corso.
I media di proprietà dei padroni hanno, infatti , omesso di dire che le manifestazioni dell'opposizione erano tutt'altro che pacifiche e soprattutto che la maggioranza dei morti che ci sono stati in queste settimane sono chavisti, uccisi dai sicari della destra.
L'opposizione ha attaccato i chavisti e le forze dell'ordine con armi da fuoco e molotov; ha incendiato sedi dei partiti di sinistra e del governo; ha attaccato numerosi ambulatori pubblici per l'unico fatto che ci lavorano medici cubani; ha organizzato barricate e missioni punitive fino ad compiere atti di una crudeltà raffinata come quello di spianare fil di ferro spinato sulle strade e a 1.50m d'altezza non solo per far cadere i motociclisti ma anche per decapitarli.


L'oligarchia venezuelana è sempre stata una classe senza scrupoli che ha fatto ricorso al terrore e alla tortura per mantenere la propria ricchezza e il proprio potere. Prima che venisse eletto presidente della Repubblica Hugo Chavez, le forze repressive dello Stato venivano impiegate per spezzare qualsiasi aspirazione della classe popolare ad un maggiore benessere e a maggiori diritti.
I sindacalisti venivano imprigionati, torurati, e molte delle volte desaparecidos per le loro lotte. I contadini uccisi dai funzionari corrotti dai latifondisti.
E anche per reprimere i cortei studenteschi la polizia e i militari usava fucili e pistole, facendo così migliaia di morti negli anni.
Fino ad arrivare al Caracazo, quando il 27 febbraio 1989 hanno massacrato piu' di 5.000 persone a Caracas, durante una rivolta popolare contro l'aumento dei prezzi imposto dal governo di Carlos Andrés Perez.


E da quando ha vinto Chavez, non ha smesso un attimo di tramare contro la Rivoluzione Bolivariana provando a farla cadere in tutti i modi. Nel 2002 ha fatto un colpo di Stato militare ad aprile(fallito per il sollevamento popolare generalizzato) e una serrata padronale criminale di due mesi a partire da dicembre. Nel 2003 organizza le prime guarimbas (barricate e attacchi a chavisti). Nel 2004 ci riprova in occasione del Referendum Revocatorio e nel 2006 per le elezioni presidenziali. Nel 2007 scatena la propria violenza in occasione del referendum sulla riforma costituzionale e da quel momento sviluppa anche una perfida strategia volta a creare l'insoddisfazione nel paese, ritirando dal commercio i beni di prima necessità come il latte, lo zucchero, la carta igienica, il caffé etc. grazie al controllo che ha delle principali catene di distribuzione del Venezuela.
Senza parlare poi dei sicari e paramilitari che recluta per uccidere quotidianamente contadini, sindacalisti e studenti chavisti in tutto il paese.
Tutto ciò esclusivamente perché rifiuta di accettare tutte le conquiste fatte in questi anni dal popolo organizzato: istruzione, salute, benessere economico, potere politico... e perché aborra le proposte di socialismo, cogestione, proprietà sociale e proprietà collettiva avanzate in questi anni dal governo.


Tuttavia, anche questa volta, non sono arrivati a far cadere il governo perché il popolo organizzato si è mobilitato nuovamente in difesa della Rivoluzione e delle sue conquiste.


Ne parliamo con dei rappresentanti della Coordinadora Simon Bolivar e di altri movimenti sociali di Caracas, con i quali ci collegheremo in videoconferenza.


Giovedì 10 Aprile
alle 20.30
al Centro Popolare Autogestito Firenze-Sud
via Villamagna 27/a
Cena e a seguire serata di Salsa latinoamericana.
ps:Se tutto va bene ci andrò pure io e sarò lieto di incontrare i miei lettori.

giovedì 3 aprile 2014

L'Orso Marsicano un essere veramente meraviglioso! IL LINK!!!

http://soniatoni.blogspot.it/2014/04/orso-marsicano-un-essere-veramente.html

Orso Marsicano Tribute!

Un essere vivente meraviglioso.

La fauna italiana è ricca di endemiti (10% della fauna totale) cioè di animali presenti solo in un areale particolare, in una determinata zona.

L'orso bruno marsicano ( Ursus arctos marsicanus ) ne è un esemplare, vive in una fascia tra Abruzzo e Lazio, ama faggete e fasce montane. Pur essendo un carnivoro ha una dieta per lo più costituita da vegetali e trascorre il letargo in cavità naturali. 

Si trova nella provincia appenninica una delle sei province faunistiche italiane. Ha avuto origine dal ceppo dell'orso bruno alpino ed è di dimensioni più piccole. La popolazione è ammontante ad alcune decine di esemplari ed è quindi soggetto a protezione perchè in gravissimo pericolo di estinzione.  http://www.parcoabruzzo.it/pagina.php?id=148

Nonostante ciò l'essere "umano", negli ultimi anni, ha dato il peggio di sè prendendosela con questi esemplari assassinandoli in modo brutale, spinto dai più bassi istinti egoistici. (Del resto anche altre specie animali condividono questo destino di ferocia come ad esempio i lupi). http://www.ansa.it/web/notizie/canali/energiaeambiente/natura/2014/03/19/Gli-esemplari-di-orso-marsicano-morti-in-dieci-anni_c80f81d2-98c6-4eef-9e51-4ffb3c2ef035.html
Purtroppo le cosiddette "Istituzioni" latitano prese come sono a ridurre tutto a una faccenda burocratica e ad impoverire le menti ed i cuori delle persone. E' cosa nota che la tristezza ed il brutto rendono i popoli schiavi.
L'armonia ed il bello, invece, generano libertà.

I governi, lo insegna la storia, quando hanno cercato di far digerire le cose più orrende hanno sempre paventato catastrofi e falsità con frasi quali "non ci sono altre soluzioni ai sacrifici per evitare il peggio". Adesso il vero target è il salvare i colossi finanziari di mezza Europa (costruttori di debito verso se stessi e devastatori della Vita). Ne fanno le spese anche questi splendidi esemplari.
L'unico peggio è il male e basta aprire gli occhi e osservare i fatti per comprendere dove esso sta. 
La natura è una ricchezza incommensurabile. I paesi come Canada e Svizzera ne fanno un traino per la loro forza economica. Il turismo verde, l'ecoturismo, la green economy in genere sono volano dell'economia e i soldi investiti generano altri soldi, che generano servizi, che generano benessere, coesione sociale e bellezza. In questo contesto si vuole indebolire il SENSO delle cose. In questo modo muore non solo la cultura ma anche l'umanità. 
La morsa è quella del bisogno: una sporca sincronizzazione di cervelli sulle frequenze dell'opportunismo, del menefreghismo, dell'egoismo più gretto.
La direttiva "Habitat" europea viene da pensare sia diventata una barzelletta. Qualcuno di voi l'ha sentita più citare? E "Natura 2000"?
Di fronte alle esigenze monetariste degli "uomini grigi" (Cit. Momo di Michael Ende, ne consiglio la lettura almeno di un riassuntino) Mario Draghi, Van Rompuy, Oli Rehn, Matteo Renzi uno potrebbe pensare che siamo stati tutti preda di una illusione collettiva! Non è mai esistita nessuna esigenza verde in Europa abbiamo sognato!
Tra le specie PRIORITARIE  della direttiva è in bella mostra l'orsetto marsicano. Prioritarie significa proteggerle in modo incisivo, significa investimenti massicci, cercare minuziosamente i colpevoli, prevedere pene più forti a chi fa del male a questi esemplari. Non semplici "patti" d'apparato appannaggio di una nicchia di informati. Servirebbe una azione di sensibilizzazione colossale di fronte a una simile catastrofe,  investire in Natura, in personale qualificato, i TG dovrebbero trasmetter quotidianamente informazioni sull'orso marsicano prossimo a una fine peraltro irreversibile.
Prioritario significa che se non si fa una azione senza precedenti si infrangono dei principi. (Notare che non dico regole ma PRINCIPI).
Non c'è spazio ad interpretazioni.
Mi direte "sei un naturalista vedi le cose a modo tuo..."
La risposta è ben diversa "io amo la mia specie e la mia specie è quella che ama la vita e non quella che la distrugge".
Orso Marsicano TRIBUTE:
https://www.youtube.com/watch?v=jZFp5Fml2Lo

Marco Orso Giannini


Riferimenti.
1) "La fauna in Italia" (Touring club italiano)



martedì 1 aprile 2014

Le euro primarie non vi stanno bene? Cazzi vostri a me sì.

Era logico che molti scambiassero le europrimarie come una specie di selezione del GF.
Fa bene Grillo a aver ridotto a poche ore il tempo per la candidatura e a valutare bene chi può e chi non può.
Nel m5s o ci si crede or not!
Anche io ho sulle scatole gli arrivisti e anche/soprattutto a livello locale (non solo europeo) ci sono...però credo anche che serva una piccola scrematura dall'alto. (Come c'è quella dal basso spesso basata sul "se non ti fai umiliare sei fuori").
E se fossi scremato pure io?
Ben venga!
Del resto quando mi scagliai contro Casaleggio fui ingenuo e avevo torto.
Quindi significa che sono mancato di esperienza...certo altri sono peggio di me e si sentono i numeri 1 anche quando affondassero di nuovo il Titanic ma questo non fa di me un uomo migliore.
Io credo fermamente che se Beppe sapesse quanto "rusco" c'è a livello locale non ci penserebbe due volte a dire "o vi comportate bene o vi rado al suolo togliendovi il simbolo".
Questo lo penso e dico anche che contemporaneamente ci sono alcuni attivisti da anni nel m5s locale che sono davvero uomini e donne (soprattutto) veri/e! I primi a censurare l'arroganza e l'arretratezza culturale di chi segue il doppio binario leccaculismo/prepotenza.
Io credo fermamente/"Donchisciottisticamente" (e infatti mica mi son candidato) che ci si candida se ti dicono "c'è bisogno di te". Se vieni apprezzato per come sei di valori (passione,onestà,schiettezza e coerenza in primis) dialetticamente, culturalmente, penalmente ecc

Il blog sopravvive ma cambia forma.

Sarà un piccolo spazio.

Ad esempio oggi scrivo e mi va di dire che il paese così non va.
Ho notato un qualcosa che pareva estinto e incredibile almeno 20 anni fa.
L'"egoismo folle".
Gente che ha tutto e prova a sfruttare chi non ha nulla, quasi sadicamente direi, approfittando del bisogno.